martedì 3 maggio 2016

                                       Signor Presidente del Senato della Repubblica,


squarci di “Se questo è un uomo” di Primo Leiaffiorano alla mente, mentre siedo in seconda fila, in uno dei banchi della tribuna riservata ai cittadini, assistendo, per una smilza manciata di minuti, ai lavori dell’Assemblea, che Lei presiede. Avverto, infatti, un profondo disagio,provo l’inquietantesensazione di essere stato deprivato della condizione di cittadino e di ritrovarmi con quella spregevole di suddito.E mi impongo di non svenire per la nausea umana e politica.
Faccio parte di una comitiva di cinquanta pugliesi, partiti dalla nostra Regione alle prime ore del mattino e giunti a Roma dopo cinque ore di viaggio in pullman.  Prelevati da due agenti della Polizia di Stato da Piazza Cinque Lune, dove si tiene una manifestazione del Movimento 5 Stelle, raggiungiamo uno degli ingressi di Palazzo Madama.  Cospicue Forze dell’ordinein divisa ed in abiti civili ne presidiano il territorio. Scrutano e scandagliano persino l’animo, temendo di avere a che fare, osservando i ceffi, tra cui anche disabili e vecchi, con pericolosi sovversivi della cosiddetta antipolitica.


Da tempo sono pronte le autorizzazioni di accesso. Spunta, però, il consueto inghippo italiano, immancabile e… sabotante chi non vuole oleare o strisciare la lingua.Perciò, la responsabile del gruppo, Loredana,si attivafreneticamentepresso la senatrice Donno Daniela,per sbrogliare la matassa. E pensare che… faccendieri e lobbisti possono circolare con la massima libertà, influenzando persino i lavori delle Commissioni.

Via libera!Ma…, ulteriore lunga attesa dietro un’ampia cancellata di ferro. Presentazione dei documenti. Altra pausa. Metal detector. Numerose rampe di scala, ricoperte da un tappeto rosso, probabilmente non disteso per noi, per la solenne occasione, si inerpicano verso l’alto con pianerottoli presidiati da commessi in livrea. Li invidio, i fortunati! Dopo aver brillantemente superato difficilissime prove d’esame, in cui il criterio della meritocrazia regna sovrano, rivestono il delicatissimo e faticoso ruolo portando a casa un modesto compenso, equivalente a quello elargito a tantissimi lavoratori della Penisola per appena un anno solare di lavoro.


Novantaduesimo gradino! Consegna degli effetti personali, anche del cappello a visiera che protegge la mia vista claudicante.Non si sa mai, nelle sembianze di un vecchio zoppo potrebbe celarsi un pericoloso terrorista!Viene rivolto l’invito a spegnere i cellulari, a non scattare foto, a stare compostamente seduti,a non turbare minimamente i lavori dell’Assemblea. Ti aspetti che ti venga ingiunto di non esprimere disapprovazione o consenso con il viso e la postura. Non ti meraviglieresti se ti venisse ordinato di stare a braccia conserte e con le mani giunte.

Personalmente, tengo sotto rigido controllo i miei polmoni perché non esondi uno starnuto e non sorga l’insopprimibile esigenza di soffiarmi il naso. E spero ardentemente che il mio ventre, amante delle proteine dei legumi, non faccia “di cul trombetta”. Ahhh! Dante, anche tu di Firenze!Che avresti scaraventato nella decima bolgia dell’ottavo cerchio dell’Inferno, tra i bugiardi, Matteo, il conterraneo sommo politico, emulo di Sinone il greco che imbrogliò i Troiani per far loro accettare il Cavallo di Troia(oggi, una sconcia Costituzione assieme a pozzi petroliferi e banche).

Neppure il piùsommesso bisbiglio è consentito. Il trasgressore, infatti,viene raggiunto da gesti e sguardi di severa riprovazione. A chi osa allungarsi per cogliere l’intero Senato, viene suggerito di consolarsi con il monitor. Forse, valeva la pena stare sdraiati sul divano di casa davanti al televisore dalla dettagliata definizione e risparmiarsi 800 chilometri di scossoni tra andata e ritorno. E trenta euro di spese!
Risuona cristallina nell’Aula la voce della senatrice Manuela Repetti, appartenente ad una famiglia di imprenditori edili ed immobiliari. La compagna dell’ex cantore di Berlusconi,Sandro Bondi,commenta le distinte mozioni di sfiducia presentate dal Movimento 5 Stelle e Forza Italia-Lega “il cui antagonismo”, asserisce senza minimamente arrossire, “è preconcetto”, di converso pastosamente declama lodi sperticate che fluttuano verso il Presidente del Consiglio, erigendone un’aureola intorno al divino capo, e ne magnifica l’operato come aveva fatto, disinvoltamente e convintamente, per quasi un ventennio, con il Cavaliere di Arcore.


L’Assemblea, purtroppo, non può bearsi dell’appassionato discorso, perché assorbita da funzioni di alto ed altro profilo istituzionale.Il senatore Denis Verdini, infatti,blatera amabilmente con colleghi, il Ministro Marianna Madia lo imita dal banco del Governo, Matteo Renzi digita compulsivamente, - sembra… in botta e risposta con l’affascinante sirena Maria Elena.Ad emulare lo statista di Rignano sull’Arno, oltre alla figlia del Boschi inquisito, provvedono con zelo e solerzia numerosi senatori che avvertono profondamente l’esigenza di non discostarsi minimamente non solo dalle parole ma anche dai gesti dell’eminente capo politico. Volano persino teneri bacetti. Innocenti, per la verità, almeno quelli!

Riconosco molti rappresentanti del popolo sovrano, soprattutto carnefici ed in parte vittime del loro operato legislativo, e… moti rigurgitanti sdegno mi scombussolano,quandomi imbatto in senatori, cooptati da uno schieramento e passati disinvoltamente in altri gruppi parlamentari con programmi dissimili. Immagino che i Padri Costituenti si stiano rivoltando nella fossa, battendo il cranio contro il coperchio della bara, colpendone le fiancate con le ossa delle mani e pestando la base con quelle dei piedi. Per non aver previsto un trasformismo così infame e…predisposto norme di dissuasione, a tutela del popolo sovrano.
 I numerosi commessi, alle nostre spalle, come dei cerberi, ci sono addosso con occhi infuocati e paralizzano istantaneamente con lo sguardo chi minimamente accenni a grattarsi il naso o a toccare impudicamente…

Scade l’abbondante e prezioso tempo riservato a noi cittadini, ansiosi di fare la conoscenza con il Tempio della democrazia rappresentativa, e si ritorna mesti nella strada. Dove si avverte la gradita sensazione che l’aria,altamente inquinata, risulti meno soffocante ed irrespirabile di quella entrata nei polmoni a Palazzo Madama, moralmente, penalmente e politicamente mefitica e nauseabonda.

Signor Presidente, la Sua coscienza non viene mai colta da malori per il trattamento indecoroso riservato ai comuni cittadini, soprattutto vittime ed in parte carnefici del proprio operato?
Domenico D'Alba

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